Maternità

Allattamento: due figli, due storie diverse.

Durante tutta la prima gravidanza l’argomento allattamento credo, con tutta sincerità, di averlo completamente sottovalutato.

Salvatore è nato di notte, l’ho rivisto il mattino seguente e appena me lo hanno portato l’ho subito attaccato al seno, ho fatto tutto da me con estrema naturalezza e semplicità perché si, Salva si è attaccato subito senza fatica e senza grandi fastidi per me. Durante quei giorni in ospedale ho chiesto tante volte alle ostretriche o alle infermiere perché avessi ‘solo’ poche gocce di latte ma tutte mi spiegavano che fosse normale e che quelle fossero già sufficienti per saziare un bimbo di poche ore di vita. Ma Salva non mi sembrava un bimbo sazio dormiva poco e piangeva molto, è sempre stato un tipo impegnativo.

Il giorno delle dimissioni però il pediatra ci dice che saremmo dovuti rimanere almeno un altro giorno in ospedale poiché il bambino aveva avuto un brusco calo fisiologico, oltre le percentuali standard, per cui preferiva tenerlo sotto osservazione, ipotizzando che il mio latte non fosse sufficiente e chiedendomi di dargli oltre al seno in aggiunta latte artificiale ad ogni poppata. E così ho fatto, il giorno seguente Salva aveva già recuperato circa 50 di gr e tornammo a casa con la raccomandazione di continuare con il latte artificiale dopo ogni poppata al seno.

Ho iniziato a seguire alla lettera queste indicazioni, dopo lo spavento iniziare vivevo ogni giorno con l’ansia che il bimbo avesse fame e il terrore che non stesse prendendo peso. Così entrata in un circolo di paura e inesperienza preferivo sempre offrirgli prima il biberon e poi il seno. Mi sentivo più tranquilla così. Ho continuato in questo modo per tre mesi finché non ha lasciato completamente il seno.

Così si chiudeva definitivamente per noi il capitolo allattamento al seno ma proprio da quel momento, paradossalmente, iniziai a leggere ovunque consigli e informazioni sull’allattamento. Di quanto fosse importante il latte materno, della montata lattea, dell’allattamento a richiesta e fu allora che lessi la frase che più mi colpí ‘Le donne che hanno poco latte o addirittura nulla, sono rarissime, condizione dovuta ad una malattia delle ghiandole mammarie’

Nemmeno per un attimo ho pensato di rientrare in quella piccola percentuale e mi resi conto che forse le cose sarebbero potute andare diversamente se la paura non avesse preso il sopravvento e se fossi stata guidata o almeno consigliata da persone più esperte. Non mi sono mai sentita in colpa, perché ho sempre agito pensando di fare la cosa giusta per mio figlio seguendo i consigli dei medici. Ma ero dispiaciuta, questo sicuramente, perché avevo sottovalutato l’argomento, non ero stata la solita curiosa pronta ad informarmi e a cercare mille cose a riguardo!

Così già durante la seconda gravidanza ho iniziato a leggere e informarmi, ho capito quanti piccoli ma importantissimi sbagli avevo fatto, non avevo prestato attenzione a tante piccole cose che avrebbero potuto fare la differenza.

Quando è nato Francesco l’ho rivisto dopo poche ore e appena arrivato in camera l’ho subito attaccato al seno. Ho tenuto il bimbo sul mio petto, pelle a pelle, per tutto il tempo che siamo stati in ospedale, gli offrivo il seno ogni qualvolta lo vedevo sveglio che fosse dopo 5 minuti o un’ora. Io e lui solamente, impegnati a conoscerci e conoscere questo nuovo percorso tutto nostro.

Anche a casa i primi giorni abbiamo avuto bisogno di tempo solo per noi, ma grazie ai nonni e al papà che si sono occupati del fratello maggiore e di tutto il resto, siamo riusciti a trovare il nostro equilibrio. Quando ho avuto dei dubbi sulla quantità di latte o sul peso del bambino mi sono confrontata con ostetriche preparate, come quando mi è arrivata la montata lattea e insieme a quella un bel febbrone che mi ha costretta a prendere degli antibiotici.

Oggi Francesco ha 4 mesi e continuo ad allattarlo al seno senza bisogno di aggiunte o altro. Temevo che l’allattamento al seno, con un altro bimbo a casa che mi aspettava, sarebbe stato complicato o comunque mi avrebbe preso tanto tempo, forse è stato così all’inizio, ma poi vi posso assicurare che preparare un biberon di latte è molto più impegnativo!

Allattare al seno significa avere sempre latte alla giusta temperatura pronto a sfamare un neonato in preda ad un pianto disperato. Costo zero, nessuna sterilizzatrice o scalda latte per casa. E quando si esce?! Nessun biberon, polverina o thermos da portare in borsa. Nessuna corsa e pianti disperati per cercare al volo un bar o un forno a microonde!

Le cose sono andante molto diversamente a distanza di soli due anni, ma io sono sempre la stessa e anche il mio seno. Vi racconto questo per dirvi che se desiderate allattare, ma anche se pensate che non faccia per voi, di informarmi e di leggere quante più notizie possibili, ci sono davvero tanti falsi miti in giro e se avete qualche dubbio di rivolgervi a persone davvero competenti.

1 pensiero su “Allattamento: due figli, due storie diverse.”

  1. È andata così con il mio bambino, e tra tanti sensi di colpa ho smesso di allattare! Adesso che non ho più latte anche io ho letto che ci sono veramente casi eccezionali per cui il latte manca! Ormai è andata così!

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